Justin Timberlake ripercorre i suoi esordi in un’intervista a Vanity Fair. E, andando indietro nel tempo, non poteva non rispolverare il suo amore adolescenziale con l’aspirante stella del pop, Britney Spears:
“Da ragazzi ci capivamo perché ci assomigliavamo: stesse origini di provincia, stesso percorso. Ma, ripensandoci oggi, non eravamo normali, non c’era niente di normale nelle nostre vite, passavamo troppo tempo a difendere il nostro ruolo di coppia ammirata. Poi cresci e tutto cambia. Non voglio parlar male di lei, solo dire che io, a un certo punto, non ero più quello di prima”.
Nel 2002, dopo l’esperienza con gli ‘NSync (“Potevamo fare quello che ci pareva. Non solo noi: anche i Backstreet Boys e Britney. Potevamo svegliarci la mattina e dire ‘Andiamo a Bali’. Bambini piccoli con giocattoli da grandi”), l’inizio della carriera da solista:
“Ero un cliché del sex symbol, lo so, ma ho accettato di impersonarlo. Del resto, avevo solo 21 anni. Però il secondo album, Future Sex / Love Sounds, è arrivato a 4 anni di distanza da Justified,: i dischi sono una cosa seria, non si sfornano un tanto al chilo”.
Infine, un rimpianto: “Se potessi tornare indietro dedicherei più tempo ai musei anziché al fast food”.
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